avvocati Verona

GIUSTIZIA E TECNOLOGIA

Continua fortunatamente ad aumentare l’uso della tecnologia nello svolgimento dei processi. Fino ad oggi, in tutti i processi, l’avvocato deve partecipare di persona, anche se le udienze sono molto lontane dalla propria sede.

Questo vale per i processi civili e anche per quelli fallimentari, cioè quando un creditore deve presentarsi in tribunale per confermare la propria richiesta di pagamento nei confronti della società fallita.

Con il decreto legge 59/2016 la situazione è cambiata. La partecipazione dei creditori potrà avvenire in via telematica, via Skype o con altri mezzi che verranno stabiliti dal giudice. Un notevole risparmio di costi, di tempo e un beneficio per tutti, soprattutto per il sistema giustizia.

( 18 Luglio 2016 – Avv. Roberto Nicolini)

CAMBIA LA PRIVACY E IL SUO DIRITTO ALL’OBLIO

Come tutti sappiamo, è ormai da qualche anno che esistono precise regole sulla privacy (Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196), e spesso si sente dire: “si deve fare per la privacy” o “non si può per la privacy”.

Finora non c’era però nessuna regola sul diritto all’oblio, ovvero sul diritto a far cancellare da internet materiale o notizie dannose in violazione del diritto alla privacy.

Nel 2014 è intervenuta la Corte di Giustizia Europea e ha stabilito alcuni principi.

Il nuovo regolamento europeo sulla privacy, che dovrebbe essere approvato nelle prossime settimane, stabilirà invece per la prima volta il suddetto diritto all’oblio.

L’aspetto più importante è che questo potrà essere fatto valere da un cittadino europeo anche nei confronti degli operatori di internet che hanno sede fuori dall’Unione Europea, ad esempio aziende multinazionali come Google o Facebook.

Questa è un’ottima notizia per il diritto alla riservatezza di tutti.

Bisognerà però aspettare due anni, poiché il nuovo regolamento europeo entrerà in vigore solo nel 2018.

( 14 Giugno 2016 – Avv. Roberto Nicolini)

UNIONI CIVILI? Sì, ma anche molto di più.

Prima del maggio di quest’anno esisteva soltanto il matrimonio per le coppie eterosessuali. Per le coppie omosessuali o per i conviventi di fatto, di qualsiasi orientamento sessuale, non era prevista nessuna tutela né diritto.

Finalmente è stata approvata la storica Legge n. 76 del 21.5.2016.

L’aspetto più importante è quello di aver finalmente introdotto le unioni civili, le quali consentono alle coppie dello stesso sesso di avere diritti, fra loro e nella società, sostanzialmente uguali a quelli delle coppie eterosessuali sposate.

L’altra grande e interessante novità è costituita dai contratti di convivenza. Essi possono essere utilizzati sia dalle coppie eterosessuali che dalle coppie omosessuali e consentiranno alle coppie una forma forte di tutela, specialmente per quanto riguarda gli aspetti economici e patrimoniali.

È sufficiente ma necessaria la autentica di firma di un avvocato per la loro validità. Non siamo ancora ai contratti prematrimoniali o matrimoniali del diritto di common law, ma questa potrebbe prospettarsi come la grande sfida della giurisprudenza e della dottrina dei prossimi anni.

Sicuramente è diventato un tema di grande attualità, una soluzione utile a molte persone: gli avvocati con le necessarie capacità professionali e sensibilità umane devono e possono dare il loro contributo di consulenza e di assistenza.

( 3 Giugno 2016 – Avv. Roberto Nicolini)

La scomparsa della data certa “postale”!

Tutto cambia e dopo tanti tanti anni anche la “data certa postale” tra poco non esisterà più. 

Ma che cos’è questa “data certa”? 

Si tratta di una questione tutta italiana, tanto che all’estero strabuzzano gli occhi quando si accenna a queste parole.

Fino ad oggi bastava piegare il documento in due lasciando la parte superiore interna libera, scriverci la  propria intestazione, appiccicarci un francobollo e andare in posta chiedendo il timbro (per spedizione a titolo particolare).

Semplicissimo e poco costoso.

Dal 1 aprile 2016  (e non è un pesce d’aprile!) questo servizio delle Poste Italiane è andato definitivamente in pensione.

Ora, invece, per poter dire che un qualsiasi documento è stato fatto in una data precisa - o almeno non dopo una certa data - senza che nessuno possa contestarlo, si tratti di un contratto, un atto, una dichiarazione o quant’altro, bisogna farlo autenticare da un notaio, con i relativi costi aggiuntivi, oppure all’ufficio del registro, sempre previo pagamento di una bella somma per l’imposta (di base il 3% del valore). 

Le alternative comunque ci sono, ad esempio la posta elettronica certificata (PEC), che garantisce anch’essa data certa, oppure l’apposizione della cosiddetta marca temporale sui documenti informatici, che può essere utilizzata anche congiuntamente alla firma digitale. 

Ma per le persone che ancora non sanno usare un computer, e ce ne sono tante, era sicuramente molto più rassicurante, facile e quasi romantica, la vecchia data certa “postale” oramai estinta.

(22 aprile 2016 - Avv. Roberto Nicolini)

Prelievo forzoso del DNA in caso di arresto: anche George Orwell lo aveva previsto?

Come la tecnologia genetica viene in aiuto alla giustizia

 

Il Consiglio dei Ministri n. 109 ha approvato il regolamento attuativo della Legge 85/2009. 

Ciò significa che tutti coloro che verranno arrestati saranno poi schedati geneticamente, creando una banca dati che manterrà le registrazioni per trent’anni.

Qualora in un secondo momento venisse provata l’innocenza di una persona, sarà ovviamente necessario che le registrazioni effettuate al momento dell’arresto vengano cancellate.

Speriamo che questa pratica sia utile alle forze dell’ordine per incastrare i malviventi.

(11 aprile 2016 - Avv. Roberto Nicolini)

FINO A  € 100.000 €  DORMI SONNI TRANQUILLI PER I TUOI RISPARMI

- DECRETO LEGISLATIVO 15 febbraio 2016, n. 30 -

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale un provvedimento molto atteso. Da oggi in tutta Europa valgono regole comuni:  chi ha soldi in banca non corre rischi, almeno fino a 100.000,00 €. e in caso ci fossero problemi della banca, la persona interessata può ottenere i propri soldi in soli sette giorni. 

Ci sono quindi anche delle belle notizie che arrivano da Bruxelles!

Viva l’Europa.

(31 marzo 2016 - Avv. Roberto Nicolini)

FINANZIAMENTI BANCARI AGLI ANZIANI

Nuda proprietà e Prestito vitalizio ipotecario 

Uno dei temi di attualità più caldi è sicuramente il conflitto intergenerazionale. È risaputo che nella nostra società siano gli anziani coloro che solitamente possiedono più soldi, a discapito dei giovani, che fanno anche molta fatica a guadagnarseli da soli, facendo affidamento su genitori e nonni. In tempi di crisi come questi, però, anche gli anziani si trovano spesso a corto di liquidità: non hanno una pensione elevata,  non possono chiedere soldi ai figli o a nipoti squattrinati, però almeno riescono a  godere di una casa di proprietà ottenuta con il lavoro e i sacrifici di una vita. 

Nel nostro ordinamento era già presente uno strumento per dare liquidità finanziaria ad un anziano: la vendita della nuda proprietà. Nulla di scandaloso, ne ha trattato anche Lidia Ravera in un suo romanzo di grande successo. Il punto è questo: un’arzilla signora ultra settantenne che ha necessità imminente di denaro può scegliere di vendere la propria casa, ma di tenere per sé il diritto di viverci per tutta la vita (usufrutto vitalizio) in cambio dell’accordo che alla sua morte l’immobile diventerà di proprietà di un terzo, l’acquirente della nuda proprietà; con questa pratica la donna ottiene immediatamente dal compratore una cospicua somma di denaro. Ciò significa che il valore di mercato della casa viene diminuito di un tot prestabilito, in relazione all’età dell’usufruttuaria: quanto più questa persona è anziana, tanto maggiore sarà la somma ricevuta, poiché viene stimato un numero di anni inferiore all’inevitabile “passaggio a miglior vita” del soggetto, con la conseguenza che l'immobile diventa immediatamente abitabile dall'acquirente. Questo sistema viene praticato, sebbene resti comunque poco usato.

Da oggi c’è un’ulteriore novità, l’entrata in vigore del regolamento attuativo del “prestito vitalizio ipotecario”. In sostanza ogni persona che abbia compiuto 60 anni di età può ottenere un finanziamento ipotecando la propria casa, e ciò implica la possibilità di vivere serenamente senza pensare di dover restituire il prestito. Quando accadrà l’inevitabile “passaggio a miglior vita”, il suddetto prestito dovrà essere pagato dagli eredi, qualora volessero tenere per sé la casa. Se tale volontà non fosse manifestata, sarà la banca a mettere in vendita l’immobile per coprire il prestito. Se il sessantenne in questione è sposato o convivente, anche il coniuge deve aver compiuto 60 anni affinché sia finalizzata la pratica, ed entrambi devono firmare il documento. La banca non fa nulla fino alla morte del più vecchio tra i due - a meno che non si verifichino fatti che mettano in dubbio il momento in cui potrà essere soddisfatta - e quando ciò accade l’altro deve lasciare la casa. Il motivo è ovvio: anche qui, come nell’usufrutto, quanto più è anziana la persona che chiede il finanziamento, tanto più sarà alta la somma, perché minore è il tempo di attesa. Chi lo chiede a 60 anni dovrebbe poter ottenere solo il 20% circa, mentre chi ne ha 90, potrebbe arrivare ad avere il 60% del valore di mercato. 

In un modo o nell’altro con questi due sistemi gli anni della vecchiaia potranno essere più sereni, ma il rovescio della medaglia è la sofferenza, oltre che emotiva, anche economica degli eredi. A questo punto se proprio si vuol ottenere più soldi perché non piantarli nel Campo dei Miracoli come fa Pinocchio nel romanzo di Collodi? Purtroppo questa è solo una favola.

(15 marzo 2016 - Avv. Roberto Nicolini)

Ammissione al passivo: mancanza di data certa su scritture è rilevabile d’ufficio

(Cassazione Civile , SS.UU., sentenza del 20.2.2013 n. 4213)

Nei confronti del creditore che proponga istanza di ammissione al passivo del fallimento, in ragione di un suo preteso credito, il curatore è terzo e non parte, circostanza da cui discende l’applicabilità dei limiti probatori indicati nell’art. 2704 c.c.

La mancanza di data certa nelle scritture prodotte si configura come fatto impeditivo all’accoglimento della domanda oggetto di eccezione in senso lato, in quanto tale rilevabile anche di ufficio dal giudice. La rilevazione di ufficio dell’eccezione determina la necessità di disporre la relativa comunicazione alle parti per eventuali osservazioni e richieste e subordina la decisione nel merito all’effettuazione del detto adempimento. E’ questo il principio di diritto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza 20 febbraio 2013, n. 4213 con cui viene risolto un conflitto giurisprudenziale in tema di rilevabilità dell’eccezione relativa alla mancanza di data certa nelle scritture prodotte dal creditore nell’ambito del procedimento di verifica dei crediti.

Nel caso di specie un’impresa agricola chiedeva l’ammissione al passivo di un fallimento, vantando un credito in parte privilegiato in relazione a forniture effettuate in favore della società “in bonis”. Il Tribunale territoriale riteneva improponibile la domanda, mentre la Corte di Appello riformava parzialmente la decisione impugnata, ritenendo il ricorso proponibile seppur infondato nel merito. Infatti, secondo il giudice d’appello l’impresa agricola aveva prodotto soltanto fatture e copie fotostatiche di alcune bolle di vendita senza rispettare le condizioni richieste dall’art. 2704 c.c., ai fini della certezza e computabilità della data della scrittura riguardo i terzi, circostanza che avrebbe imposto, conseguentemente, il rigetto dell’istanza di ammissione.

L’impresa propone ricorso per cassazione con successiva trasmissione degli atti da parte del Collegio al Primo Presidente della Corte ai fini di un’eventuale assegnazione della causa alle sezioni unite, avendo riscontrato che con il quarto e il quinto motivo di ricorso era stata prospettata, sotto diverse angolazioni, la questione della configurabilità del requisito della certezza della data di scritture private come elemento costitutivo della fattispecie sostanziale o piuttosto come elemento impeditivo del riconoscimento del diritto, opponibile in via di eccezione dalla curatela, tesi che avrebbero entrambe ricevuto riconoscimento nella giurisprudenza di legittimità.

Sul punto le Sezioni Unite ribadiscono l’esistenza di tre indirizzi interpretativa: un primo che attribuisce all'elemento della data certa il valore di elemento costitutivo del diritto di partecipazione al concorso, in quanto tale con onere di dimostrazione a carico dell'istante; un secondo, che configura la mancanza di data certa come un fatto impeditivo del diritto azionato, deducibile esclusivamente dal curatore quale parte controinteressata, e quindi suscettibile di ingresso nel processo esclusivamente a seguito di specifica eccezione di quest'ultimo; un terzo, che facendo derivare dalla detta mancanza l'assenza dei fatti costitutivi del diritto azionato, la qualifica come eccezione in senso lato, per ciò rilevabile di ufficio dal giudice.

Gli Ermellini ritengono – in conformità al costante orientamento della Corte - che il curatore sia terzo e non parte, non essendo un successore del fallito e non avendo pertanto preso parte al rapporto giuridico posto a base della pretesa creditoria, fatta valere in sede di ammissione. Ne consegue pertanto che, in sede di verifica dei crediti, ai fini della determinazione della data di scritture private trova piena applicazione il primo comma dell'art. 2704 c.c.

Secondo il Palazzaccio, una simile conclusione fa sorgere una seconda questione, vale a dire quella concernente l'individuazione delle modalità attraverso le quali il profilo relativo alla data certa di una scrittura privata può trovare ingresso nel processo ed essere oggetto di esame da parte del giudice delegato.

La conclusione sarà, come visto, è che la mancanza di data certa nelle scritture prodotte si configura come fatto impeditivo all’accoglimento della domanda, oggetto di eccezione in senso tale. In questo modo essa sarà rilevabile anche d’ufficio da parte del giudice delegato, determinando in ogni caso la necessità di disporre la relativa comunicazione alle parti per eventuali osservazioni e richieste o subordina la decisione nel merito all’effettuazione del detto adempimento.

(Altalex, 13 marzo 2013. Alessandro Ferretti)

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