FINE RAPPORTO DI LAVORO NON GIUSTIFICATO: CHE RISARCIMENTO VA AL LAVORATORE?
La recente sentenza n. 118/2025 della Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il tetto massimo di sei mensilità previsto per l’indennità risarcitoria in caso di licenziamento illegittimo nelle piccole imprese, ovvero quelle con meno di sedici dipendenti, abrogando così un elemento chiave del Jobs Act.
Dal punto di vista dei lavoratori, la decisione rappresenta una conquista in termini di tutela effettiva contro i licenziamenti arbitrari. La Consulta ha rilevato come il limite rigido costituisse una imposizione sproporzionata e irragionevole; di conseguenza, i lavoratori delle imprese più piccole, già meno protetti rispetto a quelli delle aziende di dimensioni maggiori, si trovavano a dover accettare indennizzi significativamente inferiori, anche in presenza di gravi violazioni procedurali o discriminatorie.
L’eliminazione del tetto fisso di sei mensilità risponde dunque all’esigenza di garantire parità di trattamento: il danno subito dal lavoratore ingiustamente licenziato deve essere realmente compensato, in coerenza con principi costituzionali quali l’articolo 3 sul diritto di uguaglianza e l’articolo 24 sulla tutela giurisdizionale.
Dal lato dei datori di lavoro, soprattutto quelli di realtà produttive medio-piccole, la sentenza solleva tuttavia non poche perplessità e preoccupazioni. La previsione di un limite massimo era nata proprio per tutelare la sostenibilità economica delle aziende minori, che spesso, a differenza delle grandi, hanno minori risorse e minori strumenti per assorbire eventuali esborsi legati a controversie di lavoro. Il venir meno di un riferimento certo e predeterminato rischia di acuire il senso di incertezza e di rendere più gravoso e imprevedibile il costo di eventuali contenziosi.
Va detto che il vuoto lasciato dalla sentenza richiede un tempestivo ed equilibrato intervento del legislatore: se è vero che il risarcimento deve rispettare i principi di adeguatezza e proporzionalità, è altrettanto vero che occorre stabilire parametri chiari e certi, che evitino una eccessiva aleatorietà nelle decisioni giudiziarie e preservino anche la tenuta del tessuto produttivo minore.
ultimo aggiornamento settembre 2025
