Chi paga se sbaglia il medico
Ecco una importante decisione della Cassazione in tema di responsabilità sanitaria: Cass. Civile, Ordinanza 17/04/2026, n. 9949; essa fa luce sui rapporti tra struttura sanitaria e medico in caso di errore che ha danneggiato un paziente. La questione è semplice: se l'ospedale risarcisce il paziente, può poi chiedere i soldi indietro al medico che ha commesso l’errore? Questa azione è nota come "rivalsa".
La legge Gelli-Bianco (L. n. 24/2017) ha stabilito una regola precisa: la struttura può esercitare la rivalsa solo se il medico ha agito con dolo o "colpa grave". Ciò significa che per una semplice disattenzione o un errore lieve, il rischio economico resta interamente a carico dell'ospedale. La Cassazione, con la pronuncia in commento, chiarisce che questa non è un'eccezione, ma la regola fondamentale del sistema.
L'obiettivo è bilanciare le responsabilità: la struttura sanitaria si assume il "rischio d'impresa" legato alla sua complessa organizzazione, mentre il medico risponde personalmente solo per le mancanze più serie.
A conferma di questo meccanismo, la stessa legge obbliga ogni medico che lavora in una struttura a stipulare, a proprie spese, un'assicurazione specifica proprio per la colpa grave.
Secondo la Cassazione, questo obbligo dimostra che il legislatore ha considerato l'azione di rivalsa un'eventualità normale e prevista dal sistema, non un evento raro.
Ovviamente è ben possibile che struttura e medico si accordino contrattualmente affinchè la rivalsa si applichi anche nei casi di colpa lieve. Sarà ovviamente da rivedere anche la polizza assicurativa.
In pratica, la Suprema Corte ci dice che il sistema è un gioco di squadra con ruoli definiti: la struttura para i colpi leggeri derivanti da errori lievi, ma per le "cannonate" della colpa grave, il medico ha il suo portiere personale, ovvero l'assicurazione.
Sperando, ovviamente, che il vero vincitore sia sempre la salute del paziente e che nessuno debba mai giocare questa partita. In caso contrario, almeno ora sappiamo chi paga il conto... e chi no.
Ultimo aggiornamento giugno 2026
